06.feb.10 - Cat:DTT nel mondo, Nuovi prodotti - Tags: DVB-T, dvb-t 2, Humax HD-Fox T2
Non si è ancora diffuso completamente lo standard DVB-T, che già si parla di nuove tecnologie più convenienti e performanti. Del resto che il DVB-T sia “nato vecchio” e che durerà poco già lo sapevamo, ma vedere sugli scaffali dei negozi londinesi il primo decoder DVB-T2 fa un certo effetto. Sì, perché Londra e Manchester sono le prime città ad avere adeguato lo standard digitale alla nuova versione (che ricordiamo, può portare un numero più elevato di canali rispetto al semplice DVB-T, oppure una qualità migliore a parità di canali), ma c’è da giurare che si tratti solo del primo passo di una inevitabile evoluzione più globalizzata. Il primo esponente della nuova era è l’Humax HD-Fox T2. Si tratta di un prodotto tecnicamente ancora acerbo, privo di tutte le raffinatezze che contraddistinguono invece le ultime novità in ambito DVB-T. Tuttavia è in grado di decodificare il segnale in alta definizione e di effettuare l’upscaling delle trasmissioni standard a 1080p. L’audio Dolby Digital con connessione HDMI, e la funzionalità di media straming ne fanno un prodotto che, pur rappresentando solo un primo passo nella nuova direzione, ha immediatamente suscitato l’interesse degli appassionati e degli addetti ai lavori. Il costo attuale è di circa 200 sterline. (continua…)
29.gen.10 - Cat:DTT Italia, DTT nel mondo - Tags: digitale terrestre, switch off, switch-off europa
Se ancora qualcuno pensasse che il Digitale Terrestre sia un “problema” solo italiano, dovrebbe dare un’occhiata alle prospettive in scala europea e mondiale. Il 2010 vedrà buona parte dell’Europa trasformarsi progressivamente in “continente digitale”, grazie alla transizione al DTT di ben 33 milioni di famiglie europee, distribuite tra Regno Unito, Francia, Italia e Spagna. Spagna che vede quasi l’80% dei propri nuclei familiari già passati al digitale, mentre quelli francesi raggiungeranno il 40% nel 2010, arrivando alla totalità solo nel 2011. Nel Regno Unito la TV digitale ha già una diffusione pressoché totale (si calcola circa il 90%), nonostante le operazioni di switch-off vero e proprio siano ancora ad uno stadio molto acerbo, che cambierà repentinamente nel 2011 per concludersi nel 2012. Sarà invece la Spagna a tagliare per prima il traguardo in Europa, concludendo la terza e ultima fase dello switch-off già ad Aprile 2010, con il coinvolgimento del 70% delle famiglie solo in questa fase operativa. Dal canto nostro, le famiglie italiane digitalizzate raggiungeranno il 70% complessivo entro il 2010, grazie allo switch-off previsto in alcune importanti aree del nord Italia: Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte Orientale, Emilia Romagna e Lombardia, per un totale di circa 10 milioni di famiglie. Questo il quadro generale del 2010, un anno che marcherà ulteriormente la strada del cambiamento, qualunque cosa si possa pensare di una tecnologia tanto discussa quanto inevitabile.
09.ott.09 - Cat:DTT nel mondo -
Dopo il fallimento delle trattative europee per convincere l’Argentina all’adozione dello standard europeo (DVB-T), è ormai evidente che i Paesi dell’America Latina abbiano scelto la via giapponese. Lo standard nipponico (ISDB-T), è infatti riuscito a conquistare Argentina, Cile, Venezuela e Perù, e giungerà a breve anche in Paraguay, Bolivia ed Ecuador. Si distingue invece la Colombia (oltre all’Uruguay, in DVB-T già dal 2007), che, a quanto pare, sembre essere più convinta delle qualità del DVB-T (tra cui la possibilità di essere fruibile tramite dispositivi mobili). A breve verrà aperto l’ufficio di riferimento nella capitale, da cui partiranno le linee guida da seguire per la diffusione di questo standard in tutto il resto del territorio.
18.set.09 - Cat:DTT nel mondo, Normative e leggi - Tags: digitale terrestre, dtt, spagna
L’assegnazione delle frequenze per il Digitale Terrestre in Spagna non ne prevedeva, fino al 13 di Agosto, l’uso a fini di lucro tramite abbonamento o similari. In tale data è stato varato, dal governo spagnolo, un decreto legge concepito per colmare questa lacuna. A seguito di una lunga e articolata discussione dal risultato tutt’altro che scontato, è arrivata infine la liberalizzazione anche in questo senso. In questo Paese, infatti, l’unico editore impegnato nel settore “Pay” è il gruppo Prisa (El Pais). Questa legge tenta di bilanciare il mercato, rendendo di fatto possibile l’utilizzo delle frequenze già assegnate anche per la creazione di canali a pagamento. Ad aprire le danze sarà il gruppo Mediapro con la creazione del canale Gol TV, annunciata a fine Agosto a seguito dell’azione di governo. I 183 voti a favore, contro i 150 contrari, sembrano aver segnato definitivamente il mercato del Digitale Terrestre in terra iberica, aprendo la strada all’adeguamento del mercato editoriale televisivo rispetto a quello che ormai si sta già configurando come lo standard di fatto a livello europeo. Anche la Spagna avrà le sue Pay TV sul DTT, per la gioia di chi può spendere nonostante la crisi economica.
06.ago.09 - Cat:DTT nel mondo - Tags: argentina, digitale terrestre, DVB-T, isdb-t
L’avvento del Digitale Terrestre, come è noto, non riguarda solamente l’Italia, ma tutti i principali Paesi del mondo (e non solo). L’Argentina non è tra questi, ma l’ Europa sta spingendo affinché presto anche questa nazione rientri nella programmazione di adeguamento globale al nuovo standard. Il Commissario Europeo per le Relazioni Internazionali Benita Ferrero-Waldner si è recato in Argentina per trattare questo argomento con il Ministro delle Finanze Jorge Taiana. Il governo argentino si è sempre rivelato uno dei più ostili a questo standard, rendendo di fatto del tutto vani i numerosi tentativi effettuati per cercare di convertire la loro struttura televisiva. Ma oggi le cose potrebbero cambiare: la Banca Europea, infatti, ha manifestato la propria disponibilità alla copertura finanziaria degli investimenti necessari all’ammodernamento degli impianti argentini. Lo scoglio principale, tuttavia, rimane ancora intatto: il governo argentino,infatti, da sempre predilige i sistemi adottati dal Brasile e dal Giappone, che sì, si stanno adeguando al Digitale Terrestre, ma hanno scelto la tecnologia ISDB-T al posto di quella DVB-T, adottata invece in Europa. In questo senso il ministro sembrerebbe già aver preso accordi con il governo brasiliano per una reciproca collaborazione ai fini dello sviluppo del mercato televisivo. Difficile quindi prevedere positivi sviluppi da questo incontro, anche se la rinnovata disponibilità economica della Banca Europea potrebbe rappresentare un incentivo di sicuro interesse.