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Blog di informazione sul Digitale Terrestre

Beauty Contest Digitale Terrestre: altre 5 reti in palio, mentre Sky si lavora la Commissione Europea

05.mar.10 - Cat:DTT Italia, Normative e leggi - Tags: , ,

Non c’è pace per i decoder italiani, chiamati a grandi dosi di lavoro straordinario (beati loro, direbbe qualcuno di questi tempi), nel disperato tentativo di seguire le tracce quanto mai ballerine dei canali televisivi. Per chi si fosse illuso che la calma apparente che ha caratterizzato questi ultimi giorni potesse durare, è in arrivo una nuova gara in ambito assegnazione frequenze. Con un bel nome anglofono (che bene o male fa sempre il suo effetto) e tanto di trombe (e tromboni) a richiamare  l’atmosfera  delle grandi occasioni, il 10 Marzo partirà il “Beauty Contest”. Si tratta di una nuova gara di assegnazioni televisive,  che vedrà la nascita  di cinque nuovi canali così distribuiti:  tre canali ad un nuovo operatore (nel tentativo di aumentare la concorrenza e il pluralismo verranno quindi escluse Rai e Mediaset) e due canali ad assegnazione libera, fermo restando un  tetto di cinque multiplex per operatore. Tutto sembrerebbe nella norma, visto che ci si appella a gran voce alle normative europee, sostendo che il Beauty Contest è cosa buona e giusta. (continua…)

Naufragio del ricorso Codacons: nessun diritto per i cittadini danneggiati dallo switch-off

13.gen.10 - Cat:Normative e leggi - Tags: ,

Tempi difficili per la magistratura italiana, quotidianamente sotto i riflettori per motivi quasi sempre legati alla politica e alla efficienza della giustizia nel nostro Paese. Quando poi ci si mettono di mezzo anche sentenze discutibili relativi ai diritti dei cittadini, la credibilità delle istituzioni diventa sempre più precaria. E’ questo il caso, a nostro parere, della sentenza emessa in queste ore dal giudice Angela Salvio del Tribunale di Roma, il quale ha stabilito che il ricorso di Codacons, relativo alle vicissitudini dei malcapitati utenti durante lo switch-off avvenuto recentemente nel Lazio, non può in alcun modo essere accolto. Il giudice non lascia spazio ad alcun dubbio: il Digitale Terrestre è a suo dire una imposizione avvenuta per l’adeguamento governativo alle normative europee, quindi, in parole povere, dobbiamo subire in silenzio qualsiasi imprevisto, senza possibilità alcuna di ottenere risarcimenti, rimborsi parziali sul canone, et similia. Ecco un estratto della sentenza: ” la parte ricorrente è ben consapevole che il passaggio dal sistema analogico alla trasmissione in digitale terrestre è frutto di una scelta legislativa di adeguamento alla normativa europea e di una normativa applicativa delle disposizioni di legge emanata in via amministrativa… […] nè è dato a questo giudicante di sindacare gli atti amministrativi applicativi… “.
La sentenza lascia sconcertati sia gli utenti coinvolti dagli “inconvenienti” tecnici (sfociati persino in un blackout di vari giorni) che l’associazione Codacons, ricorrente in giudizio, la quale afferma che si tratti di “una motivazione che dimostra scarsa sensibilità verso gli utenti e che non prende nemmeno in minima considerazione le difficoltà riscontrate dai cittadini, confondendo la legge che impone il digitale terrestre con le carenze degli operatori, la scarsa informazione all’utenza e i problemi tecnici che hanno caratterizzato l’intero passaggio“.

Telecom Italia Media: ricorso al Presidente della Repubblica

30.ott.09 - Cat:Normative e leggi - Tags:

bb tmedia aggiornato_OKTelecom Italia Media possiede quattro reti: due analogiche (La7, MTV) e due multiplex digitali. Conseguentemente a questo patrimonio, a suo tempo (in Sardegna) le furono attribuite 4 frequenze per altrettante reti digitali, in vista della totale conversione al Digitale Terrestre. Purtroppo per TIM, questo è durato ben poco. La Commissione Europea, infatti, ha stabilito un ridimensionamento, relativo all’attribuzione delle frequenze, a favore di un maggiore pluralismo ed una migliore distribuzione del potenziale divulgativo permesso dal nuovo standard digitale. Questo accordo tra la UE e il Ministero dello sviluppo economico ha portato alla decisione di mettere in gara 5 frequenze nazionali, tra le quali una proprio appartenente a Telecom Italia Media. Ecco il nuovo quadro delle frequenze: 4 reti a RAI, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media, 2 a Rete A-All Music, 1 a Europa 7 (assegnazione decisa dalla UE), 1 a Rete Capri, 1 a D-Free.
Da tutto questo, chi ci rimette maggiormente è proprio TIM, che perde una rete. Ecco quindi il motivo del ricorso presentato oggi agli  uffici della Presidenza della Repubblica (essendo scaduto il termine dei 60 giorni per la presentazione al TAR),  tramite il quale l’azienda chiede un risarcimento di 240 milioni di Euro se sussisterà permanentemente la perdita della quarta rete. In alternativa, Telecom chiede 1.640.000 Euro per ogni anno di ritardo alla riassegnazione di quest’ultima.

Digitale Terrestre: oltre 2000 TV in discarica a Settembre solo a Torino

05.ott.09 - Cat:Normative e leggi - Tags: ,

La necessità di acquistare un decoder per la fruizione del Digitale Terrestre e la recente normativa europea che impone la produzione dei nuovi apparecchi televisivi con tuner digitale integrato, oltre al progressivo abbassamento dei prezzi nel settore TV LCD e similari, porta molti consumatori ad una decisione che ormai è diventata molto frequente: buttare la vecchia TV e compiere il passo fatidico per un nuovo acquisto, facendo la gioia dei rivenditori di elettrodomestici. Tutto bene, se non fosse che il fenomeno si sta concentrando in brevi periodi di tempo, proprio a causa del passaggio al nuovo standard. Già in una news precedente del mese di Agosto avevamo sottolineato l’allarme di Lega Ambiente relativo ai rifiuti causati dal passaggio al Digitale Terrestre, sul quale è possibile visionare anche il relativo video in home page. Ma oggi, a confermare quanto sostenuto dai movimenti ambientalisti, arrivano i dati di AMIAT (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino S.p.A): solo a Torino, e solo nel mese di Settembre, sono state ricevute 2000 richieste di ritiro di uno o più apparecchi televisivi da mandare in pensione. (continua…)

Codacons vs RAI: modulo per il rimborso del canone, si riapre l’eterna diatriba sul concetto di “abbonato RAI”

25.set.09 - Cat:DTT Italia, Normative e leggi - Tags: , , , ,

carlo-rienzi“Il rompiscatole”, questo è il modo in cui ama autodefinirsi Carlo Rienzi, Presidente di Codacons, sul suo blog personale. Del resto non fa nulla per smentirsi, tutt’altro. L’ultima iniziativa della popolare Associazione, infatti, attacca direttamente il bersaglio grosso, senza mezzi termini: sul blog di Rienzi possiamo trovare un modulo per la richiesta di rimborso del canone RAI, che sarebbe dovuto a causa dell’indisponibilità, in alcune zone, del canale RAI Due, o addirittura dell’intera programmazione pubblica nelle zone in cui è stato portato a termine lo switch-off per il passaggio al Digitale Terrestre. Le argomentazioni di Codacons, a dire il vero, sembrano piuttosto valide, visto che le campagne mediatiche lanciate dalla RAI per invitare gli utenti a pagare il canone sono sempre state incentrate sul concetto di “abbonamento RAI”, e non sulla più generale tassa di possesso di uno o più apparecchi radio-televisivi.  Lo stesso Presidente del Consiglio Berlusconi si è spesso espresso in merito, accusando la RAI di offrire contenuti a pagamento (tramite canone), al contrario di Mediaset, andando di fatto ad alimentare la convinzione che non si tratti di una più generica “tassa di possesso”, ma di una vera e propria “pay-TV pubblica”. Probabilmente sarebbe l’occasione giusta affinché venga definitivamente chiarita questa definizione, ma sopratutto affinché gli organi di controllo preposti si esprimano definitivamente sul concetto di “abbonato RAI”, oggi quanto mai oggetto di discussioni e portatore di ulteriore confusione sulla già abbastanza complessa situazione televisiva italiana. Nel frattempo, chi crede nella posizione di Renzi e Codacons può appoggiarsi a loro e fare richiesta di rimborso scaricando il modulo.

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