Scandalo DTT: Supercoppa al buio ?
16.lug.09 - Cat:Programmi TV - Tags: calcio, dahlia, diritti televisivi, inter, lazio, lega, premium, rai, supercoppa

Nell’era della Grande Abbuffata multimediale può succedere anche questo. Scenari che, probabilmente, avrebbero fatto sorridere perfino ai tempi della TV monocanale degli anni ‘50-60. Tempi in cui la televisione aveva un ruolo sociale, tempi in cui un certo Alberto Manzi combatteva l’analfabetismo in Italia a colpi di “Non è mai troppo tardi”, storica trasmissione che riuscì dove anche le istituzioni fallirono. Eppure sta succedendo. Dopo avere avuto la brillante idea di giocare in Cina (a fronte di un cospicuo ritorno economico) la partita di Supercoppa che verrà disputata l’8 Agosto tra Lazio e Inter, la Lega Calcio si impunta sui diritti televisivi e decide che a meno di 600.000 Euro la partita non si compra. Il prezzo è palesemente troppo alto, per un orario che, a detta delle principali emittenti, RAI compresa, “è di scarso interesse pubblicitario”. Naturalmente il fatto che milioni di tifosi rischino di non vedere la partita non rappresenta, allo stato attuale delle cose, argomento sufficiente a giustificare la spesa, e il rischio che la Supercoppa non arrivi sui nostri schermi è concreto. Fa quasi sorridere il fatto che gli unici a mostrare (almeno a parole, ma di questi tempi è già qualcosa) in un certo qual modo una sorta di interesse slegato dal guadagno diretto sull’evento siano i responsabili del network digitale Dahlia. “Siamo interessati alla Supercoppa di Lega, perché resta un grande evento, ma prima di decidere se fare un’offerta dobbiamo valutare i costi. Sulla nostra decisione non influiranno né la data né l’orario di gara, perché essendo una tv a pagamento non siamo direttamente legati all’audience ma piuttosto a soddisfare i nostri clienti“.
Interessante sopratutto il passaggio “essendo una tv a pagamento non siamo direttamente legati all’audience, ma piuttosto a soddisfare i nostri clienti“, su cui vale la pena di prendersi cinque minuti di riflessione.
Il motivo di questo approfondimento non è tanto e solo motivato dalla “pseudo-importanza” dell’evento sportivo in sé, che può essere o meno considerato rilevante, bensì dall’aspetto che più di tutti emerge da questo braccio di ferro a oltranza tra le parti (che speriamo comunque venga risolto nei prossimi giorni, come i più pensano che accadrà). Ma quello che risulta essere di difficile digestione per chi ritiene che la TV possa ancora rivestire un ruolo importante nella nostra società è che ormai il concetto di servizio pubblico è evidentemente stato definitivamente seppellito, a fronte di puri ragionamenti di mercato, come se la RAI vivesse esclusivamente di pubblicità e come se gli utenti non pagassero 107,50 Euro di canone. Prendiamone atto, vorrà dire che, come affermato dai Responsabili della stessa Lega, “i telespettatori in un modo o nell’altro si attrezzeranno per vedere la partita”. Verissimo, le TV in streaming sul web stanno spopolando, perché pagare il canone oppure le costose offerte Premium ?






















